Mensa Scolastica

Analisi dello studio di fattibilità del 11/02/2013 per la gestione del servizio di refezione scolastica presentato dal Comune di Chieri

Chieri, 12/03/2013

Gent.mo Sindaco,

Abbiamo valutato lo studio di fattibilità concernente il servizio di refezione scolastica previsto per l’anno 2014 e recentemente pubblicato all’albo pretorio.

La realizzazione di un centro di cottura al servizio degli enti scolastici del territorio, con l’obiettivo di valorizzare la filiera corta degli alimenti, migliorare il servizio agli utenti, ridurre l’impatto ambientale, ottimizzare i costi, incrementare l’occupazione locale, è un fine condivisibile e assolutamente in linea con il nostro pensiero.

Vorremmo però portare alla sua attenzione alcuni dubbi ed alcuni suggerimenti.

PUNTI APERTI, DUBBI:

1) Capacità produttiva del centro di cottura

Lo studio di fattibilità si fonda su un’ipotesi di produzione di circa 3500 pasti/giorno, circa il doppio della richiesta degli ultimi 5 anni (1800 pasti/giorno).

La volontà di poter servire nuovi enti o clienti oltre alla tradizionale utenza scolastica è chiaramente menzionata, ma non vi è alcuna traccia di studi di mercato o indagini conoscitive che permettano di garantire o almeno prevedere con maggior certezza l’effettivo quantitativo di pasti richiesti.

Inoltre, la stabilità della popolazione scolastica, l’incertezza della normativa in merito agli orari scolastici, il perdurare della crisi che spinge numerose famiglie a far consumare ai propri figli i pasti presso la propria abitazione, l’aumento della richiesta di tariffe agevolate, così come descritto nello studio, portano ad immaginare uno scenario in cui il numero di pasti destinati alle scuole non potrà che rimanere costante o al limite ridursi.

Con quali certezze si vuole avviare un progetto con una capacità produttiva doppia rispetto a quella attuale senza avere indicazioni fondate sull’effettiva richiesta del territorio?

Quali potrebbero essere le ricadute sul costo del singolo pasto nel caso in cui non si raggiunga il numero di pasti/giorno previsto?

2) Durata del servizio in concessione

L’amministrazione comunale ritiene che l’investimento richiesto imponga di concedere una concessione di durata pari a 16 anni per permettere all’appaltatore di avere un ritorno economico accettabile.

I rischi connessi ad un periodo così lungo sono chiaramente indicati nello studio di fattibilità, e secondo il nostro parere, occorre evidenziarne altri:

– Creazione di un monopolio di fatto: l’azienda concessionaria si troverà avvantaggiata rispetto a qualunque altra azienda concorrente che voglia, ad esempio, instaurare dei rapporti di fornitura con le aziende dell’area industriale di Fontaneto.

– Scarsa propensione al miglioramento: l’assenza di una scadenza contrattuale a breve termine non incentiva il miglioramento poiché l’azienda non è soggetta a rinnovo della concessione e quindi a nuova valutazione. L’appaltatore sarà quindi portato ad assicurare il minimo indispensabile richiesto dal capitolato.

3) Funzionamento dell’asilo nido “Il Cucciolo”

L’asilo usufruisce attualmente di un servizio di cottura delle derrate in loco, garantendo così un servizio migliore per i più piccoli.

Non è assolutamente chiara né quale sarà la gestione dei pasti con il nuovo appalto, né il destino delle attuali attrezzature presenti presso l’asilo (riutilizzo nel nuovo centro di cottura o abbandono?). Lo spostamento del centro di cottura potrebbe comportare un peggioramento dell’attuale livello di servizio.

4) Gestione delle morosità

La gestione della riscossione dei pagamenti verrà totalmente affidata all’appaltatore.

A causa delle notevoli difficoltà economiche che la popolazione incontra negli ultimi anni, il numero di utenti morosi sta aumentando. E’ recente la decisione dell’attuale amministrazione comunale di sospendere la somministrazione dei pasti ai figli dei genitori che non versano il corrispettivo richiesto per il servizio.

Oltre a non condividere questo metodo, si evidenzia che l’appaltatore non avrà nessun motivo per somministrare i pasti senza un pagamento da parte dell’utente, aggravando così eventuali situazioni socialmente critiche. Il comune, inoltre, non potrà più avere nessun tipo di funzione di ammortizzatore sociale. Infine, non è chiaro quali saranno i metodi utilizzati dall’appaltatore per recuperare il credito.

5) Gestione della riscossione

La società ICA srl gestisce la riscossione dell’attuale servizio di refezione a titolo gratuito.

La nuova concessione prevista dallo studio di fattibilità prevede che l’appaltatore avrà in carico anche il servizio di riscossione. Tale funzione non sarà sicuramente svolta gratuitamente ed è facile pensare che il costo verrà scaricato sull’utente finale, comportando così un incremento della tariffa.

6) Costruzione di un nuovo edificio

Il progetto prevede la costruzione di un nuovo edificio in zona Fontaneto su un terreno di proprietà comunale.

Non compare nessuna valutazione di riutilizzo del patrimonio immobiliare comunale o di diversa soluzione che possa evitare di consumare nuovo territorio e di ridurre la spesa richiesta per l’investimento.

SUGGERIMENTI, RICHIESTE:

  1. a-  Allo scopo di tutelare il cittadino utente e di rendere certo il costo del pasto, chiediamo che si realizzi una simulazione della redditività dell’investimento e del costo a pasto nel caso in cui la quantità sia di 1800/2000 pasti/giorno e non si raggiungano i 3500 pasti/giorno. Si richiede inoltre di meglio chiarire quali siano le motivazioni che portano il costo del pasto stimato a 5,3 euro/pasto (costo maggiore del costo stimato negli anni 2013-2014 con il servizio attuale, tab.12 di pag.27) 
  2. b-  Numerosi comuni limitrofi (Pino T.se, Santena, Pecetto, Riva, Cambiano) sono in procinto di bandire il nuovo appalto per il servizio di refezione scolastica prossimo alla scadenza. Se si ritiene effettivamente che la capacità produttiva del centro di cottura debba essere di 3500pasti/giorno, chiediamo di valutare la possibilità di creare un consorzio con tali amministrazioni in ottica di gestione congiunta dell’investimento e relativa riduzione dell’esborso a carico del singolo comune. Tale scelta, permetterebbe sicuramente di avere maggiore certezza del numero di pasti da erogare, di ottimizzare la logistica e di ridurre l’impatto ambientale relativo ai trasporti. Rimane scontato che non deve essere in alcun modo penalizzante in termini di qualità del servizio (verifica dei tempi di trasporto, garanzia della qualità dei pasti serviti per tutti gli enti/utenti).
  3. c-  Allo scopo di ridurre l’investimento iniziale, chiediamo di verificare la possibilità di recuperare un edificio già esistente e facente parte del patrimonio immobiliare comunale, o di acquistare uno dei numerosi edifici parzialmente edificati presenti in zona Fontaneto o stipulare un contratto di affitto. La riduzione dell’investimento a carico dell’appaltatore (per esempio solo la parte attrezzature 500.000 euro) potrebbe permettere di ridurre la durata dell’appalto garantendo peraltro la giusta redditività a quest’ultimo.
  4. d-  Chiediamo che venga resa pubblica, l’indagine conoscitiva che ha permesso di stimare una richiesta di 3500 pasti/giorno.

    In caso di assenza di tale documento o di incompletezza, si richiede che venga eseguito uno screening delle potenziali utenze (case di riposo, privati area Fontaneto, enti pubblici del territorio chierese, eventuale attivazione di un servizio di ristorazione self-service, eventuale utilizzo del centro di cottura per somministrazione durante le feste di paese, eventuale utilizzo per somministrazione di pasti in caso di visite “istituzionali” presso il comune di Chieri)

  5. e-  Poiché la capacità del centro di cottura, la sua ubicazione e la durata prevista dell’appalto consentiranno all’appaltatore di godere di una condizione di vantaggio nell’acquisizione di clienti diversi dagli enti scolastici sul territorio chierese, si richiede al comune di valutare la possibilità di ottenere una percentuale sui ricavi provenienti dall’erogazione di questi pasti. Diversamente, si ritiene opportuno richiedere l’esclusiva dell’uso della struttura al solo fine di refezione scolastica.
  6. f-  Si richiede di chiarire come si vuole garantire che il nuovo centro di cottura abbia una ricaduta in termini occupazionali nel territorio chierese, evitando, per esempio, che l’appaltatore con esubero di personale proceda ad un mero trasferimento di personale da un’altra sua sede verso quella di Chieri, rendendo quindi inutile l’assunzione di figure residenti sul territorio. 
  7. g-  Si richiede di valutare oltre al servizio di cottura e trasferimento con legame fresco-caldo, anche il servizio cosiddetto “cook and chill” per chiarire quali siano le differenze in termini di costo/pasto o gradibilità, e per verificare l’acquisizione di un maggior numero di utenze (per es: ospedale di Chieri)
  8. h-  Si richiede di valutare la possibilità di mantenere sotto il diretto controllo dell’amministrazione comunale l’appalto di fornitura delle materie prime, in modo da garantire l’effettivo utilizzo di prodotti appartenenti alla filiera locale e di accertarne l’effettiva rispondenza agli standard qualitativi richiesti. Si segnala, a tal proposito, che esistono amministrazioni comunali che seguono questo modello (vedi relazione allegata da noi redatta in collaborazione con l’amministrazione del comune di Bra precedentemente alla pubblicazione dello studio di fattibilità).
  9. i-  Si richiede, in ottica di maggiore trasparenza e partecipazione della cittadinanza, di coinvolgere associazioni e privati che possano apportare proposte migliorative.
  10. j-  Si richiede che il punteggio per l’aggiudicazione dell’appalto non penalizzi gli standard qualitativi a favore dell’aspetto economico, ma che ci sia assoluta equivalenza nei punteggi assegnati a tutti i parametri che a nostro avviso devono tener conto di:
    • Qualità e gradibilità del pasto, modalità di preparazione dei pasti
    • Utilizzo della filiera corta della materia prima (cosiddetta filiera a km 0) per

      l’approvvigionamento degli alimenti, ove possibile.

    • Sviluppo dell’aspetto educativo della nutrizione attraverso la disponibilità dell’appaltatore

      a collaborare o creare specifiche iniziative didattiche

    • Costo del pasto

     

    Sperando di aver fatto cosa gradita, porgiamo distinti saluti.

    Movimento 5 Stelle Chieri.

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