Michel

di Michel

06 – LA RIFORMA COSTITUZIONALE LETTA DA UN INGEGNERE – art 71

1 novembre 2016 in Notizie 5 stelle Chieri

PARTE II: ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA

TITOLO I: Il parlamento – Sezione I: le camere

                Costituzione: testo Vigente                     Costituzione: testo modificato

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Negli articoli precedenti è stato definito in quali ambiti il Senato potrà legiferare collettivamente con la camera dei deputati.camera-e-senato

La Costituzione vigente conferisce, attraverso l’art.71, pari dignità all’iniziativa legislativa di Camera, Senato e Governo, e in misura minore al popolo. Oggi, ciascun senatore o deputato può depositare liberamente un progetto di legge che poi viene assegnato alle commissioni competenti per poi proseguire il suo iter fino all’eventuale promulgazione.

La riforma costituzionale impone un grosso ostacolo all’iniziativa legislativa del senato che non rientri nell’ambito dell’articolo 70 (funzione legislativa collettiva): non sarà più sufficiente depositare un disegno di legge per poterlo sottoporre all’esame delle commissioni ma i Senatori dovranno necessariamente deliberare a maggioranza assoluta la richiesta di esame del disegno di legge. Si viene a creare così un pre-giudizio su una proposta di legge che senza un esame in commissione, senza una discussione che avrebbe potuto produrre modifiche e accordo sul testo, rischia di bocciare a priori in modo assolutamente illogico una buona proposta di legge. Inoltre, se un senatore volesse proporre l’esame di un ddl dovrebbe spendere tempo ed energie enormi solo per guadagnare il consenso dei suoi colleghi che, ricordiamolo, saranno distribuiti sul territorio nazionale ad esercitare il loro mandato di consiglieri regionali e sindaci. Questo articolo, rischia di bloccare qualsiasi iniziativa legislativa del Senato.

La modifica dell’art.71 prevede ulteriori novità riguardanti l’iniziativa legislativa e la partecipazione popolare._24062016150259

L’ordinamento vigente prevede che 50.000 cittadini possano sottoscrivere e presentare una legge, mentre la nuova Costituzione prescriverà la firma di 150.000 cittadini. E’ chiaro che l’iniziativa che provenga da cittadini o associazioni non sponsorizzate rimarrà ulteriormente ostacolata perché priva di risorse che permettano di organizzare campagne di raccolta firme massicce; al contrario, verranno avvantaggiate tutte quelle organizzazioni che potranno godere di sponsorizzazioni (per esempio dai partiti o da qualsiasi altro soggetto con grandi disponibilità economiche) che renderanno la raccolta firme molto più organizzata ed efficace. L’accesso all’iniziativa legislativa popolare sarà quindi ulteriormente legato alle possibilità economiche di chi lo vorrà esercitare: un metodo in contrasto con il principio di equità che la Costituzione dovrebbe garantire.immunitc3a0-vignetta-1

L’esame della proposta di iniziativa popolare, oggi demandata alla buona volontà del parlamento poiché non esistono scadenze nei regolamenti che ne impongano l’analisi entro un certo tempo, dovrà avvenire in tempi definiti dai futuri regolamenti. Anche in questo caso occorre una forte iniezione di fiducia sperando che queste promesse si trasformino in atti a tutti gli effetti. Com’è possibile concedere il proprio accordo ad un testo che rimanda continuamente ad altre leggi e regolamenti che non esistono ancora?201592519109_nel-paese-della-bugia

Si introduce infine il nuovo strumento del referendum propositivo e di indirizzo. E’ lodevole l’intenzione ma, anche in questo caso, questi strumenti dovranno essere normati con leggi non ancora scritte. Una nuova richiesta di fiducia incondizionata.

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05 – LA RIFORMA COSTITUZIONALE LETTA DA UN INGEGNERE – art 70

25 ottobre 2016 in Notizie 5 stelle Chieri

PARTE II: ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA

TITOLO I: Il parlamento – Sezione I: le camere

         Costituzione: testo Vigente                     Costituzione: testo modificato

pagine-da-05-lariformacostituzionalelettadauningegnere-art70

L’articolo 70 è uno dei punti cruciali della riforma. Qui si definisce meglio quale sarà l’attività del nuovo senato. Si passerà quindi dall’attuale Senato che legifera collettivamente con la Camera dei Deputati (parità di poteri) ad una situazione in cui l’attività collettiva è limitata ad alcuni ambiti.

A causa del continuo rimando ad articoli successivi del nuovo testo costituzionale, questo passaggio è particolarmente ostico per chiunque voglia leggerlo e capire. Per semplicità di lettura, ho elencato qui di seguito quando il Senato può legiferare collettivamente con la Camera dei deputati; chiaramente, tutto ciò che non è compreso in questa lista rimane esclusivamente in carico alla Camera dei Deputati.

La funzione legislativa viene svolta collettivamente da deputati e senatori solo in questi casi:

–  revisione della costituzione/leggi costituzionali

– attuazione delle leggi costituzionali ma solo in questi casi: tutela minoranze linguistiche, referendum popolari (tra cui nuovi referendum di indirizzo, propositivi che dovranno però essere definiti e regolamentati –art.71)

–  ordinamento e leggi elettorali di comuni e città metropolitane

–  leggi che stabiliscono come l’Italia partecipa alla formazione e all’attuazione delle normative e delle politiche UE

–  leggi di ineleggibilità e incompatibilità dei senatori (art 65)

–  legge elettorale senato (art57 sesto comma)

–  leggi di autorizzazione alla ratifica dei trattati UE (art 80 secondo periodo)

–  leggi su Roma capitale (art 114 terzo comma)

–  forme di autonomia delle regioni (art 116 terzo comma)

– leggi che stabiliscono i principi fondamentali con cui le province autonome di Trento e Bolzano concorrono alla formazione e all’attuazione delle norme europee  (art 117 quinto comma)

–  leggi che stabiliscono i principi fondamentali con cui le regioni possono concludere accordi con stati ed enti territoriali  (art 117 nono comma)

–  leggi sul patrimonio e indebitamento di comuni, CM e regioni (art119 sesto comma)

– leggi sul potere del governo a sostituirsi al governo delle regioni in casi specifici (art120 secondo comma)

– leggi che stabiliscono i principi fondamentali delle leggi elettorali regionali (art 122 primo comma)

– leggi sul referendum per il distacco di un comune da una regione (art.132 secondo comma)

 

Come si può notare, e come anticipato negli articoli precedenti della nuova costituzione, il Senato potrà legiferare solo in alcuni ambiti che riguardano gli enti territoriali, il Senato stesso, e le leggi/riforme costituzionali.articolo-70-costituzione-riforma-costituzionale-6

I commi successivi dell’art.70, oltre a queste già pesantissime limitazioni, introducono ulteriori vincoli nel percorso di approvazione delle leggi, vincoli che come vedremo, rischiano di impedire al Senato di pronunciarsi.

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Nella forma attuale del nostro Parlamento, il Senato esamina e si esprime su ciascun disegno di legge. La riforma non prevede più questo automatismo ma lascia la possibilità al senato, anche se con ridotti gradi di libertà, di richiedere l’esame e di proporre la modifica di un disegno di legge approvato dalla camera dei Deputati.

Il procedimento prevede che almeno un terzo dei senatori richieda entro 10 giorni dall’approvazione del ddl di poter esaminare l’atto. Successivamente, il Senato ha ancora 30 giorni per poter proporre delle modifiche alla camera dei Deputati. Questo scadenza così stringente poco si concilia con un Senato che è composto da consiglieri regionali e Sindaci che, per la natura del loro doppio incarico, si dovranno dividere tra le attività sul territorio e quelle in senato. 10 giorni per richiedere una modifica saranno un tempo sufficiente o è stato volutamente reso così breve per limitare il più possibile eventuali richieste del Senato?articolo-70-da-bicameralismo-perfetto-a-bordello-perfetto

A seguito delle proposte di modifica inviate dal Senato, i deputati sono tenuti a pronunciarsi sulle modifiche proposte dal Senato ma senza nessun tipo di scadenza temporale. L’assenza di quest’ultimo vincolo può dare un potere enorme alla camera dei deputati che può decidere di mettere in un cassetto il ddl impedendo così la sua promulgazione. Semplificazione o  forma di prevaricazione di una camera nei confronti dell’altra?

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A differenza di quelli precedenti, i ddl che riguardano la supremazia dello Stato nei confronti delle Regioni (art.117 quarto comma) seguono lo stesso iter degli altri ddl, ma l’approvazione definitiva della Camera è vincolata al voto favorevole della maggioranza assoluta dei deputati. Il Senato inoltre gode di 5 giorni aggiuntivi per poter richiedere l’esame delle leggi di bilancio, un termine comunque esiguo per dei senatori che ricoprono più incarichi contemporaneamente.

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In caso di conflitti tra Camera e Senato, i presidenti delle due camere decidono come dirimere le questioni. Si affida quindi a solo 2 persone il compito di trovare un accordo: un metodo piuttosto arbitrario lontano da ogni principio di democrazia.demolition-day

Possiamo quindi concludere che, come si era già cominciato ad intuire, il Senato avrà un potere di controbilanciamento della camera dei deputati piuttosto piccolo: non tanto per la possibilità che la nuova costituzione prevede riguardo all’esame dei ddl approvati dai colleghi deputati, ma piuttosto per i vincoli temporali che questa impone ai senatori, limitando e forse impedendo di fatto l’esercizio di questa opzione.

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04 – LA RIFORMA COSTITUZIONALE LETTA DA UN INGEGNERE – art 64-69

24 ottobre 2016 in Notizie 5 stelle Chieri

PARTE II: ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA

TITOLO I: Il parlamento – Sezione I: le camere

      Costituzione: testo Vigente                     Costituzione: testo modificato

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Lo statuto delle opposizioni è una novità interessante della riforma. L’intenzione, nobile di per sé, di proteggere e tutelare le opposizioni entra però in contrasto e rischia di essere vanificata dal fatto che questo regolamento verrà scritto e votato unicamente dalla camera dei deputati (anche se sarà valido per il Senato) e dalla maggioranza politica creatasi a seguito delle elezioni. Lo statuto delle minoranze è quindi nelle mani della buona volontà delle maggioranza, che se lo vorrà, avrà il potere di varare un regolamento che potrebbe vanificare l’attività politica della minoranza se non addirittura impedirla. La Costituzione, che dovrebbe stabilire le regole per evitare qualsiasi possibilità di colpi di mano, offre in questo caso un ampio margine di manovra a chi volesse prendere il controllo del parlamento.

 

Si introduce il “dovere”, oggi non previsto, per i membri del parlamento di partecipare ai lavori parlamentari. Rimangono forti dubbi sull’attuazione di questo principio che dovrà essere definita nei futuri regolamenti di camera e senato.

 

Infine, i senatori non percepiranno nessuna indennità. Bisogna sperare che nel nuovo regolamento del senato non si prevedano rimborsi spese e indennità di trasferta troppo generosi…

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03 – LA RIFORMA COSTITUZIONALE LETTA DA UN INGEGNERE – art 57

18 ottobre 2016 in Notizie 5 stelle Chieri

PARTE II: ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA

TITOLO I: Il parlamento – Sezione I: le camere

 

                Costituzione: testo Vigente                     Costituzione: testo modificato

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La riforma prevede una riduzione del numero dei senatori.

I nuovi membri del senato verranno scelti su base regionale designando alcuni consiglieri regionali e 1 sindaco per ogni regione.

Il numero di senatori sarà proporzionale al numero di abitanti di ciascuna regione  con un numero minimo di 2 senatori per regione.

La durata del mandato dei senatori è identica alla durata del consiglio regionale/consiglio comunale dal quale provengono.

La legge elettorale per l’attribuzione di questi seggi dovrà essere promulgata dopo la riforma.  

 

Nonostante l’apparente snellimento, rimane difficile capire quale vantaggio possa portare in termini di efficienza e rappresentanza del territorio la nuova impostazione di questa istituzione.

 

Appare subito evidente che l’esiguo numero di senatori creerà una forte disuguaglianza in termini di rappresentanza politica dell’elettorato: le regioni più popolose potranno avere un maggior numero di senatori che eventualmente (ma è tutto da dimostrare perché la legge elettorale non esiste ancora) rappresenteranno in modo più fedele l’orientamento politico della popolazione, ma le regioni più piccole, che avranno solo 2 senatori, limiteranno in modo significativo la rappresentanza politica dei propri cittadini poiché 2 senatori potranno rappresentare al massimo 2 forze politiche di quella regione.

 

Anche la durata del mandato rischia di generare parecchia confusione e difficoltà qualora si cercherà di creare una maggioranza politica in senato: ciascun senatore rimarrà in carica finché il consiglio comunale o regionale dal quale proviene non esaurirà il proprio mandato e, poiché le elezioni regionali o comunali non avvengono mai contemporaneamente in tutto il paese, si creerà un continuo ricambio di senatori con conseguente continua variazione di rappresentanza politica e necessità di ricreare una maggioranza. Il senato sarà quindi frequentemente impegnato a produrre nuovi accordi tra senatori per cercare di creare una maggioranza politica che sia in grado di votare e promulgare le leggi: tempo e energia usati a scapito della tanto decantata efficienza e velocità che questa riforma vorrebbe.

 

Infine è lecito chiedersi come potrà un sindaco o un consigliere regionale, già oberato da numerosissimi impegni sul territorio, svolgere anche le numerose e gravose attività legislative e di controllo che il nuovo senato dovrà attuare. Avremo forse dei superuomini che lavoreranno 24 ore al giorno e 7 giorni su 7, oppure uno degli incarichi, se non entrambi, verrà trascurato?