Maria Rosa Lo Monaco

Maria-Rosa-Lo-Monaco

Maria Rosa Lo Monaco

Sono nata nel 1967 sono residente a Chieri e  ho due figlie adolescenti; nel 1986 conseguo il diploma di  Geometra.

Dopo una serie di esperienze lavorative  a tempo determinato, sia nel pubblico che nel privato, dal 2000 lavoro presso l’ASLTO5 di Chieri in qualità di Assistente Amministrativa.

Lo scoutismo, di cui sono stata capo educatore per alcuni anni, è stato fondamentale nella mia vita, ne ho interiorizzato i valori fondanti  ed in particolare  il pensiero di Baden Powell (fondatore) secondo cui “ognuno di noi deve impegnarsi per lasciare il mondo un po’ migliore di come l’ha trovato”.

Nel 2004 ho contribuito a fondare il comitato spontaneo per le Maddalene che ha operato per circa 2 anni contro l’espansione dell’area industriale a ridosso delle case e soprattutto contro l’intenzione di creare un impianto di compostaggio aerobico nelle vicinanze del quartiere.

Nel 2007 partecipo al primo Vday e sono una dei 300.000 cittadini che chiedono al Governo Italiano  un “Parlamento Pulito” firmando   la legge di iniziativa popolare. Legge che però non fu mai discussa in Parlamento dimostrando l’arroganza della politica rappresentativa.  Sempre nel 2007 mi avvicino al Meetup di Chieri e quindi al Movimento 5 Stelle.

Dal 2010 partecipo al comitato acqua pubblica chierese collaborando attivamente  alla raccolta delle firme per i  referendum contro la privatizzazione dell’acqua e per la  modifica dello statuto del Comune di Chieri  affinché si affermi il principio che l’acqua è un bene comune e che ognuno ha diritto gratuitamente ad un quantitativo minimo vitale. Ho partecipato attivamente anche alle iniziative per la ripubblicizzazione della SMAT affinché  la volontà della maggioranza degli italiani, espressasi con il referendum, venga pienamente rispettata.

Ho scelto di impegnarmi nel Movimento 5 Stelle fondamentalmente perché credo molto nella democrazia diretta come unica soluzione alla corruzione , all’abuso di potere e alla cattiva amministrazione. Il cittadino deve tornare ad appropriarsi della cosa pubblica, deve partecipare attivamente alle scelte e controllare l’operato dei  propri amministratori con la possibilità di mandarli a casa, anche prima della scadenza del mandato, se questi non lavorano per il bene della collettività.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

(Required)