Alberto Rosso

Alberto_Rosso

Alberto Rosso,

Nato a Chieri nel 1971, residente a Baldissero Torinese. Sposato e padre di due figli. Diploma di Perito Meccanico nel 1998, studi in ingegneria meccanica, da 15 anni sono imprenditore artigiano nel settore metalmeccanico  avendo rilevato l’azienda di famiglia, presente a Chieri da ormai 40 anni.

Mi sono avvicinato alla Politica (con la P maiuscola) nel 2005 quando Beppe Grillo in un suo spettacolo a Torino comunicò la nascita sul territorio nazionale di gruppi di persone che si riconoscevano nella voglia di cambiare, resettare (lo spettacolo si intitolava appunto RESET) l’Italia iniziando a “sorvegliare” le istituzioni comunali, iniziando a informarsi e informare i cittadini e creare una massa critica di competenze svincolate dai partiti politici.

Sono tra i fondatori del gruppo chierese degli “Amici di Beppe Grillo”, nato nel 2007 sull’onda del primo V-Day organizzato a supporto della proposta di legge di iniziativa popolare “Parlamento Pulito”.

In quegli anni inizio a sviluppare, grazie anche alla fortuna di aver conosciuto persone come Maurizio Pallante, ideologo del Movimento per la Decrescita Felice, la consapevolezza che il sistema così com’è non può funzionare, che la felicità non è girare in una ruota come un criceto inseguendo il mito della “crescita” e soprattutto che una crescita continua non è possibile dal punto di vista fisico e matematico.

La nascita del primo figlio non fa che rafforzare questa mia scelta con la conseguente adesione a quei movimenti che, forti di dati scientifici, si contrappongono alla distruzione del territorio e del futuro dei nostri figli in nome del PIL e di una idea di economia distorta.

Rafforzo il legame con i meetup sul territorio e nel 2009 sono candidato consigliere regionale nella lista Movimento 5 Stelle Piemonte a supporto del nostro candidato presidente e oggi consigliere regionale Davide Bono.

Mi sono sempre impegnato a livello locale nei movimenti referendari, dall’Acqua Pubblica al referendum contro il Nucleare.

Credo fortemente nella potenza della “rete”, intesa sia come sistema informatico che permette un formidabile accesso e scambio di informazioni, sia come un insieme di persone che si supportano a vicenda trovando dei punti di unione nella diversità e creano una massa critica in grado di poter influire sugli eventi e sulla politica del territorio.

Sono fermamente convinto che chi oggi, in questa particolare congiuntura economica e sociale, voglia fare politica nelle istituzioni debba avere un unico precetto: si deve amministrare il quotidiano sapendo che il mondo lo abbiamo solo in prestito dai nostri figli.

 

 

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