03 – LA RIFORMA COSTITUZIONALE LETTA DA UN INGEGNERE – art 57

18 ottobre 2016 in Notizie 5 stelle Chieri

PARTE II: ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA

TITOLO I: Il parlamento – Sezione I: le camere

 

                Costituzione: testo Vigente                     Costituzione: testo modificato

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La riforma prevede una riduzione del numero dei senatori.

I nuovi membri del senato verranno scelti su base regionale designando alcuni consiglieri regionali e 1 sindaco per ogni regione.

Il numero di senatori sarà proporzionale al numero di abitanti di ciascuna regione  con un numero minimo di 2 senatori per regione.

La durata del mandato dei senatori è identica alla durata del consiglio regionale/consiglio comunale dal quale provengono.

La legge elettorale per l’attribuzione di questi seggi dovrà essere promulgata dopo la riforma.  

 

Nonostante l’apparente snellimento, rimane difficile capire quale vantaggio possa portare in termini di efficienza e rappresentanza del territorio la nuova impostazione di questa istituzione.

 

Appare subito evidente che l’esiguo numero di senatori creerà una forte disuguaglianza in termini di rappresentanza politica dell’elettorato: le regioni più popolose potranno avere un maggior numero di senatori che eventualmente (ma è tutto da dimostrare perché la legge elettorale non esiste ancora) rappresenteranno in modo più fedele l’orientamento politico della popolazione, ma le regioni più piccole, che avranno solo 2 senatori, limiteranno in modo significativo la rappresentanza politica dei propri cittadini poiché 2 senatori potranno rappresentare al massimo 2 forze politiche di quella regione.

 

Anche la durata del mandato rischia di generare parecchia confusione e difficoltà qualora si cercherà di creare una maggioranza politica in senato: ciascun senatore rimarrà in carica finché il consiglio comunale o regionale dal quale proviene non esaurirà il proprio mandato e, poiché le elezioni regionali o comunali non avvengono mai contemporaneamente in tutto il paese, si creerà un continuo ricambio di senatori con conseguente continua variazione di rappresentanza politica e necessità di ricreare una maggioranza. Il senato sarà quindi frequentemente impegnato a produrre nuovi accordi tra senatori per cercare di creare una maggioranza politica che sia in grado di votare e promulgare le leggi: tempo e energia usati a scapito della tanto decantata efficienza e velocità che questa riforma vorrebbe.

 

Infine è lecito chiedersi come potrà un sindaco o un consigliere regionale, già oberato da numerosissimi impegni sul territorio, svolgere anche le numerose e gravose attività legislative e di controllo che il nuovo senato dovrà attuare. Avremo forse dei superuomini che lavoreranno 24 ore al giorno e 7 giorni su 7, oppure uno degli incarichi, se non entrambi, verrà trascurato?