02 – La riforma Costituzionale letta da un ingegnere – art 55

15 ottobre 2016 in Notizie 5 stelle Chieri

PARTE II: ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA

TITOLO I: Il parlamento – Sezione I: le camere

 

       Costituzione: testo Vigente                     Costituzione: testo modificato

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La prima modifica sostanziale della carta costituzionale riguarda la composizione del Parlamento.

Si può subito notare una caratteristica che si ripete più volte nel nuovo testo della costituzione: il rinvio a leggi e regolamenti che dovranno essere promulgati a seguito dell’approvazione della carta Costituzionale (in questo caso, nel secondo comma, si parla di equilibrio di rappresentanza tra uomini e donne grazie ad una nuova legge elettorale ancora da definire). La Costituzione dovrebbe essere un insieme di regole “neutrali” ma il continuo riferimento a leggi e regolamenti che verranno scritti, votati e promulgati da maggioranze politiche e non necessariamente dalla maggior parte dei deputati potrà sicuramente minare la neutralità già citata.

 

L’altra importantissima modifica riguarda la funzione della Camera dei Deputati e del Senato. D’ora in avanti solo i deputati rappresenteranno la nazione, controlleranno il governo (fiducia) e ricopriranno la funzione legislativa a 360°. Il Senato, non rappresenterà più la nazione ma unicamente gli enti territoriali, potrà svolgere una funzione legislativa solo in alcuni ambiti ed avrà un ruolo troppo genericamente definito di raccordo tra Stato/UE e enti territoriali.

Il ruolo del Senato è quindi pesantemente ridimensionato non potendo più esercitare nessun controllo sull’operato del governo.

Su questo punto si può affermare che la legge elettorale ha un ruolo importante. Oggi il metodo di scelta dei Deputati e Senatori (il primo su base nazionale, il secondo su base regionale) genera una composizione sensibilmente diversa tra Camera e Senato: ciò costringe le forze politiche ad una maggiore interazione per giungere ad un compromesso condiviso dal maggior numero di rappresentanti possibile nel momento in cui si debbano approvare degli atti. Il nuovo sistema, in cui solo la camera dei Deputati avrà il ruolo di indirizzo politico del Governo, non avrà più questa spinta al compromesso poiché esisterà un’unica composizione politica con un effetto molto simile a quello che si ottiene nei consigli comunali: la maggioranza ha tutti i voti disponibili per fare ciò che vuole ignorando totalmente la minoranza.

Per concludere, chiunque di noi può osservare che pur godendo della massima ”agibilità politica” (termine pessimo ma molto in voga di questi tempi) anche i comuni sono soggetti a lungaggini e perdite di tempo, dovute soprattutto alle leggi che determinano il funzionamento di questi enti. L’eliminazione del bicameralismo perfetto potrà essere veramente un modo per velocizzare e semplificare l’iter delle leggi o si continuerà ad avere un sistema prigioniero delle stessi leggi che ne descrivono il funzionamento?