Un sindaco incompetente, un assessore troppo lento e uno troppo silenzioso?

8 maggio 2016 in Comunicato Stampa

Nel 2014 e nel 2015 sono state approvate due mozioni presentate dal M5S al Consiglio comunale di Chieri. La prima era relativa al divieto di usare diserbanti di categoria 2A e 2B (probabili e possibili cancerogeni)  per le operazioni di contenimento delle piante infestanti o della cura del verde (video), la seconda impegnava il sindaco a intraprendere tutte le azioni di pressione di propria competenza volte a contrastare l’approvazione del TTIP (Partenariato Trans-Atlantico su commercio e investimenti) e a promuovere, presso i cittadini del nostro territorio e presso tutti gli altri enti locali, azioni di sensibilizzazione e mobilitazione contro questo trattato (video).

Ai sensi dell’art. 44 del Regolamento del Consiglio comunale di Chieri, il sindaco e gli assessori competenti sono tenuti ad eseguire entro sei mesi dall’approvazione della mozione da parte del Consiglio comunale quanto prescritto dall’atto consiliare. Il Regolamento è quindi molto preciso in questo senso e specifica chiaramente che l’indirizzo politico dato dal Consiglio comunale deve essere reso concreto dal governo della nostra città.

A distanza di numerosi mesi, le mozioni sono state totalmente disattese in un caso e parzialmente messe in pratica nell’altro.  Andando ad esaminare quanto fatto dall’assessore ai lavori pubblici e dal sindaco, scopriamo che il nuovo appalto per la cura del verde pubblico non solo non vieta l’utilizzo dei diserbanti di categoria 2A e 2B, ma anzi prescrive chiaramente l’utilizzo del glifosato, erbicida rientrante proprio in questa categoria. Nel caso del TTIP invece, nulla è stato fatto dal sindaco per sensibilizzare e mobilitare la popolazione verso questo importantissimo tema.

Poiché non è nostra abitudine giocare subito al massacro senza aver prima chiesto spiegazioni abbiamo deciso di presentare due interrogazioni per chiedere conto di queste mancanze. Le risposte sono state piuttosto disarmanti. L’assessore ai lavori pubblici si è giustificato dicendo che non c’è stato tempo per modificare il testo della gara di appalto, malgrado fossero passati più di sei mesi dall’approvazione della mozione, cercando di mitigare la propria posizione affermando che comunque l’appalto non potrà essere modificato anche se si farà in modo di non usare i diserbanti incriminati.

Nella stessa occasione nulla è stato proferito dall’assessore Massimo Gaspardo Moro che invece, in occasione della votazione della mozione,  si era pronunciato in questi termini “[…]a giustificazione, a scusante della scelta di impiegare questi farmaci c’è il fatto che soltanto recentemente (marzo 2015) il glifosato è stato incluso nella lista dei probabili cancerogeni. Sarei favorevole a un’impostazione come avete dato nella mozione, che non chiude la possibilità di usare sostanze che non siano incluse nelle categorie sicuramente cancerogene o probabilmente cancerogene”.

Il sindaco invece si è direttamente dichiarato incompetente in materia di TTIP e quindi impossibilitato a metter in pratica quanto votato e ratificato dal Consiglio comunale.

È noto a tutti che l’amministrazione comunale parla con gli atti. Gli atti, in questo caso sono molto chiari, così come lo è il Regolamento. Sindaco ed assessore hanno violato il Regolamento e agito in contrasto con quanto votato dal Consiglio comunale, il primo per sua ammessa incompetenza, il secondo per sua ammessa lentezza.

Sono ormai troppe le occasioni in cui il sindaco di Chieri si è dichiarato incompetente in materie che richiedono invece un’analisi ed una comprensione approfondita dei temi che regolarmente vengono sottoposti all’approvazione del Consiglio comunale. Tra i vari esempi possiamo ancora ricordare la risposta al nostro question time relativo all’adozione del Piano D’Ambito ATO3, strumento fondamentale di indirizzo e controllo della gestione del Servizio Idrico Integrato, in cui il sindaco ha dichiarato per l’ennesima volta la sua incompetenza in materia e la sua difficoltà a comprendere un documento dichiarando che “[…]io sono dell’idea che ci siano delle problematiche tecniche molto complicate per cui il sindaco che dà la sua opinione così, la dà tendenzialmente in modo ideologico…” E’ ovvio che ognuno di noi non sia un tuttologo ma è altrettanto ovvio che chi, come un Sindaco, ha la responsabilità della rappresentanza su argomenti anche tecnici, non può permettersi di liquidare il tutto ammettendo la propria incompetenza in materia, ma dovrebbe farsi supportare da collaboratori in grado di metterlo in condizione di poter esprimere un parere informato.

A cosa serve un Consiglio comunale che vota degli atti se poi questi non vengono presi in considerazione o compresi a fondo da chi dovrebbe governare la città? Evitiamo il rito mensile del Consiglio comunale se questo diventa inutile, oppure sindaco e assessori si adoperino per mettere in pratica l’impegno che il Consiglio comunale ha loro attribuito, o lascino il posto a chi è più competente e rapido nella messa in atto dell’indirizzo politico che i consiglieri attribuiscono loro.