ADEGUAMENTO TARIFFE PARCHEGGI DI SUPERFICIE

16 novembre 2017 in Notizie 5 stelle Chieri

Venaria Reale

Venaria Reale

In fondo sono passati solo DUE ANNI da quando presentammo come Movimento 5 Stelle la mozione con la quale si chiedeva “(di) riconsiderare il Piano Tariffario vigente e deliberare una rettifica al ribasso delle tariffe applicate al sistema di parcheggi a raso sul territorio del Comune di Chieri, allineandolo il più possibile ai casi sovraesposti;
a valutare I’adozione di abbonamenti vantaggiosi per i residenti delle zone soggette a pedaggio per le quali ancora non siano previsti canoni agevolati.”.
In fondo sono passati solo DUE ANNI da quando la maggioranza compatta in compagnia di chi oggi fa fuoco e fiamme per quattro posti rubati dai dehors bocciava la mozione.
Ci hanno messo DUE ANNI, ma alla fine ci arrivano. Sono intelligenti, ma non si applicano, avrebbero detto le nostre maestre delle elementari. Solo perchè erano buone ed erano convinte che c’era una speranza per tutti.
Noi invece pensiamo che sia solo una questione di arroganza e di opportunismo, disciplina nella quale la maggioranza

Rivarolo

Rivarolo

eccelle a livelli olimpici. La consiliatura volge al termine, l’aria che tira non è delle migliori dopo l’operazione “Piazza Cavour”, dunque si corre ai ripari per far vedere che si cercano e si propongono soluzioni rinnegando di fatto le scelte così convinte e ponderate del passato nemmeno troppo remoto.

Quì la Mozione presentata nella seduta del Consiglio Comunale del 29/05/2015.

Quì l’articolo apparso sul Corriere di Chieri del 6/11/2015.

Anche perchè dal video del consiglio comunale viene detto, per giustificare la bocciatura, che “la scelta di indirizzare (fuori dal centro) il parcheggio è stata fatta secondo le più moderne concezioni“, dunque una scelta ben ponderata e voluta.

Quì il video della presentazione tratto dal C.C. del 29/05/2015.

PIAZZA CAVOUR: LE RAGIONI DEI CITTADINI E LE RAGIONI DELLA GIUNTA MARTANO

26 ottobre 2017 in Comunicato Stampa, Notizie 5 stelle Chieri

Sono passati quasi due anni da quando, a seguito della repentina decisione della Giunta Martano di modificare l’assetto di piazza Duomo togliendo parcheggi e realizzando discutibili interventi urbanistici, il gruppo consiliare Movimento 5 Stelle insieme ai suoi attivisti decise di coinvolgere i commercianti del centro in uno studio volto a cercare delle risposte soddisfacenti ed equilibrate per tutti i portatori di interesse che usufruiscono del centro storico della nostra città: pedoni, lavoratori, commercianti, residenti.
Il risultato di un lavoro di diversi mesi, che ha visto ingegneri e architetti coadiuvarci nella sua redazione, è stato consegnato alla assessora Zopegni e al dirigente Belfiore nel luglio del 2016. All’interno erano disponibili tutta una serie di soluzioni condivise anche dai commercianti che avevano deciso di partecipare, pronte per essere valutate e nel caso attuate. Nel frattempo veniva commissionato dalla Giunta uno studio di fattibilità a una società esterna che è costato 25.000 euro e che si è rivelato essere del tutto simile allo studio che gratuitamente il M5S aveva dato alla città un anno prima.
Questo non perchè siamo particolarmente arguti, ma perchè le soluzioni ai problemi dei centri commerciali naturali sono disponibili da anni e sono messe in atto in diversi comuni piemontesi, italiani ed esteri. Non serve inventare l’acqua calda. Evidentemente questa Giunta e il suo assessore Zopegni non sanno nemmeno trovare i rubinetti in casa propria e devono pagare qualcuno che li aiuti.
Oggi vediamo l’assessore Zopegni affidare per 45.000 euro allo stesso privato la conduzione di un tavolo di coordinamento che dovrebbe facilitare il processo di costruzione partecipata del centro commerciale naturale e contemporaneamente vediamo la Giunta decidere d’imperio le linee da seguire e le priorità mandando nel panico gli operatori commerciali già in difficoltà per una crisi economica che non vede fine.
Questa Giunta autoreferenziale e arrogante ha totalmente dimenticato che si governa per la città ascoltando tutti i cittadini e avendo rispetto per tutti i portatori di interessi, anche quelli che potrebbero non pensarla come loro o peggio non votarli alle prossime elezioni.
Roma non è stata fatta in un giorno solo e non si può pensare di poter risolvere anni di dilettantesco nulla con uno spottino elettorale da un milione di euro ad un anno dalla fine del mandato, né tantomeno con una semplicistica mozione in consiglio comunale di chi oggi si sveglia e scopre il disagio dei commercianti.
Una cosa sola, a noi del Movimento 5 Stelle e a chi ha partecipato al nostro progetto, è ben chiara: la soluzione del problema non è raggiungibile con interventi a breve termine slegati tra loro, ma progettando nel medio periodo un “sistema Città”, dove intorno al centro storico gradualmente reso pedonale si devono creare sistemi di parcheggi in grado di gestire voucher e incentivi, ben segnalati e facilmente raggiungibili dalla periferia, iniziative di animazione, interventi urbanistici e architettonici per abbellire la città e renderla “smart”, il tutto coordinato da una regia professionistica e professionale che crei e promuova una nuova identità cittadina che faccia tornare nei cittadini chieresi l’orgoglio di “essere di Chieri” e in tutti gli altri la voglia di vivere la nostra Città. Come tutti gli investimenti è una scommessa, ma noi del Movimento 5 Stelle avremmo fatto così.
IL GRUPPO CONSILIARE
Daniela Berruto
Alberto Rosso
Paolo Savio

SCANDALO CHIERIFARMA: INCIDENTE O DISASTRO ANNUNCIATO?

28 gennaio 2017 in Notizie 5 stelle Chieri

Oggi che è stata trovata la colpevole, si assiste al solito triste rosario di dichiarazioni volte a minimizzare le proprie responsabilità di fronte all’ennesimo caso di mala gestione della cosa pubblica.

La situazione è molto chiara e le responsabilità sono esclusivamente della politica a partire dalla nascita della società in capo al Comune di Chieri: la signora Chiarabella è stata un incidente di percorso, il classico dipendente infedele che sfrutta il datore di lavoro sprovveduto scappando con la cassa e lasciando l’azienda in mutande, ma il destino di Chierifarma non poteva che essere quello della dismissione non essendo stata questa classe politica in grado di esprimere una gestione  aziendale e una strategia industriale degna di una società che comunque oggi esprime un fatturato intorno ai 4 milioni di euro.

Questo perché evidentemente anche a Chieri l’azienda “partecipata” è stata considerata non come un soggetto industriale da far fruttare, ma come territorio di conquista politica.

Se con la prima gestione Vergnano, in tempi di congiuntura economica favorevole, per lo meno ci si è serviti di professionisti del settore per la gestione della contabilità pur trascurando di istituire un collegio di sindaci o avvalersi di un revisore dei conti, negli ultimi anni la professionalità del Consiglio di Amministrazione è stata sacrificata in nome dell’appartenenza politica (se non altro fino a quando la legge ha obbligato a inserire due dipendenti comunali nel CdA). E’ bastato fare un accesso agli atti per guardare i curricula dei potenziali pretendenti alla carica di Amministratore Delegato ricevuti dall’amministrazione Lancione, per rendersi conto che fuori da ogni dubbio il curriculum del Sig. Monghini, in una azienda privata, sarebbe stato l’ultimo a essere preso in considerazione per meriti e titoli. A farmacisti titolati con esperienze di gestione di farmacie che hanno presentato curricula impeccabili è stato scelto un ex infermiere sindacalista (nulla contro le due categorie in sé, ovviamente) che ha presentato un curriculum di mezza pagina scritta a mano e senza la dovuta professionalità.

La responsabilità principale del Monghini sta nel fatto di non essersi reso conto che il compito era oltre le proprie capacità professionali, ma la responsabilità molto più grave dell’amministrazione Lancione sta nell’aver scartato persone che erano senza ombra di dubbio più indicate a gestire una società da fatturati milionari.

Meno male che è arrivato il dott. Vergnano che con la sua competenza si è accorto che qualcosa non andava e ha dato il via all’indagine della magistratura. Riconosciamo il merito del Vergnano dottore commercialista, ma di nuovo la gestione della società comunale non è mai decollata imprenditorialmente, forse perché l’intenzione del PD e dei suoi alleati è sempre stata quella di dismettere le quote societarie a un privato in ossequio alla deriva liberista degli ex-compagni convertiti sulla via della finanza speculativa.

In questi ultimi anni nei quali le farmacie hanno visto ridurre gli utili specialmente sui prodotti etici, ma sono pur sempre buone imprese commerciali, le farmacie comunali chieresi hanno sempre di più assottigliato i loro utili al punto che di anno in anno è stata ridotta la quota di aggio che la società versava alla collettività. Un sindaco e una maggioranza più attenti avrebbero selezionato un amministratore seriamente impegnato a sviluppare il business, avrebbero preteso la stesura di un piano industriale, documento che a oggi nessun AD si è premurato di scrivere, avrebbero preteso la nomina di un direttore generale magari promuovendo un direttore già in forza alle farmacie comunali e avrebbero iniziato a fare impresa puntando a gestire il servizio che una farmacia può dare ai cittadini e massimizzando il ritorno commerciale, traducendolo in entrate per le sempre più asfittiche finanze comunali.

Noi avremmo fatto questo. Valutato se c’erano i margini per una ripresa imprenditoriale della società e solo dopo, valutato una strategia d’uscita.

Invece con la gestione PD abbiamo assistito allo spettacolo di una maggioranza che di fronte alla difficoltà oggettiva della società cittadina ha spacciato per salvataggio l’atto dovuto di ricapitalizzazione di ChieriFarma, fatto però in fretta e furia senza un piano industriale, forzando con dichiarazioni discutibili il Consiglio Comunale a deliberare la spesa di denari pubblici per coprire le perdite, per poter arrivare al più presto alla cessione a sconto delle quote di ChieriFarma ai privati che non aspettano altro che portarsi a casa la gestione di ben quattro farmacie per qualche decina d’anni.

La storia recente dimostra che in altre città come Livorno, amministrata dal M5S, le partecipate in grave crisi si possono salvare e riportare in carreggiata senza per forza farle fallire o regalarle ai privati. Basta avere volontà, capacità e il rispetto per i soldi dei contribuenti.

Michel

di Michel

INCUBO SI’

23 novembre 2016 in Notizie 5 stelle Chieri

Una sera prendete son­no e in sogno vi proi­ettate nel 2023,

la r­iforma costituzionale­ è stata approvata e ­la legge elettorale è­ l’Italicum.

Il politico che più v­i sta antipatico o ch­e più vi fa paura è p­residente del consigl­io grazie al premio d­i maggioranza che gli­ ha attribuito l’Ital­icum al ballottaggio ­anche se rappresenta ­solo il 25% degli ita­liani. Fa  esattament­e tutto ciò che vuole­ senza che i deputati­ di opposizione che v­i rappresentano possa­no minimamente contro­bilanciare il suo str­apotere.

Il senato, ormai rido­tto ad una accozzagli­a di consiglieri regi­onali e sindaci che g­odono dell’immunità p­arlamentare, non può ­fare da contrappeso a­l governo e alle deci­sioni della camera de­i deputati, ma a caus­a dei doppi incarichi­ di consiglieri e sen­atori, non ha neanche­ il tempo di studiare­ e approvare le poche­ leggi che gli compet­ono. La conferenza st­ato-regioni, ente pre­posto a svolgere per ­buona parte le stesse­ mansioni del nuovo s­enato, non è d’accord­o con il governo ma n­eanche con il senato ­(che a sua volta dovr­ebbe rappresentare re­gioni e comuni), cre­ando così un super co­nflitto che impantana­ il processo decision­ale istituzionale e s­eppellisce definitiva­mente le tanto agogna­te velocità ed efficie­nza del nostro sistem­a di governo.

La riduzione dei cost­i della politica si è­ trasformata in un en­orme costo dovuto all­’inefficienza di pers­one che non riescono ­a svolgere il doppio ­incarico e spendono u­na fortuna in costi d­i trasferta per spost­arsi continuamente da­l proprio territorio ­al senato, trascurand­o il proprio dovere i­n consiglio regionale­ o in Comune.
Il governo, grazie al­ nuovo art.72 della C­ostituzione, intasa l­a camera dei deputati­ chiedendo di iscriv­ere con massima prior­ità all’ordine del gi­orno i propri disegn­i di legge, impedendo­ di fatto ai deputati­ di svolgere la funzi­ona legislativa.

Forte della sua maggi­oranza assoluta droga­ta dall’italicum e de­l nuovo art. 78, il p­residente del consigl­io chiede al parlamen­to di dichiarare lo s­tato di Guerra contro­ la repubblica del Ba­nanongo senza che nes­suno possa opporsi.

L’efficienza del  Ser­vizio Sanitario non è­ cambiata di una virg­ola e il fantomatico ­beneficio per i malat­i oncologici non si è­ realizzato perché ad­esso, così come prima della­ riforma, l’approvazi­one dei farmaci è in ­capo all’Agenzia Ital­iana del Farmaco, e l­a loro distribuzione ­e somministrazione di­pende ancora dai vinc­oli di bilancio e dai­ tagli alla spesa san­itaria che lo stato c­entrale impone causan­do una grave riduzion­e del personale sanit­ario e dei servizi sa­nitari.


Madidi di sudore e co­n il cuore a mille, vi­ svegliate dall’incub­o e vi rendete conto ­che tutto questo può ­ancora essere evitato­ semplicemente votand­o NO.